G20 bocciato: azioni insufficienti a ridurre il riscaldamento globale

ambiente e cambiamenti climatici – Il G20 è ben lontano dalla rotta per raggiungere gli obiettivi di Parigi sul clima.
Nonostante le tendenze positive di alcuni paesi le emissioni di carbonio delle 20 maggiori economie mondiali stanno inesorabilmente aumentando.

Nessuno dei paesi del G20 ha in programma azioni tali da limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, nessuno sta facendo abbastanza anche se in possesso delle capacità tecniche per porre rimedio.
A rilevarlo nel dettaglio il report “Brown to Green” pubblicato da Climate Transparency, rete internazionale di ricercatori e ambientalisti.

Per tener fede all’accordo di Parigi l’aumento medio della temperatura mondiale va mantenuto ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, ma l‘intento è quello di  limitare l’aumento a 1,5°C, situazione che ridurrebbe significativamente i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici.

Il G20, lo ricordiamo, è formato da Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia e Stati Uniti, globalmente responsabili dell’80% circa delle emissioni globali di gas serra.

I principali dati …

. Le emissioni di CO2 legate all’energia nei paesi del G20 sono aumentate dell’1,8% nel 2018 a causa della crescente domanda di energia.
L’approvvigionamento energetico non sta diventando più pulito: nonostante un aumento di oltre il 5% nella fornitura totale di energia rinnovabile del G20 nel 2018, la percentuale di combustibili fossili nel mix energetico del G20 rimane dell’82%.

Nel 2018, le emissioni del G20 nel settore energetico sono aumentate dell’1,6% . Mentre le energie rinnovabili rappresentano ora il 25,5% della produzione di energia, questo non è sufficiente per compensare la crescita delle emissioni da fonti di combustibili fossili.

. Il carbone deve essere gradualmente eliminato entro il 2030 nei paesi OCSE e entro il 2040 a livello globale.
Le emissioni legate al settore del trasporto del G20 sono aumentate dell’1,2% nel 2018. I carburanti a basse emissioni di carbonio rappresentano meno del 6%.
I paesi del G20 devono ampliare le politiche nei confronti delle vetture, ridurre le emissioni del trasporto merci a zero entro il 2050 e passare a trasporti pubblici non motorizzati e sostenibili.

. Obbligatorio ridurre i sussidi statali al settore dell’aviazione, tassare il carburante per jet e utilizzare le entrate per investire massicciamente in nuovi carburanti senza emissioni di carbonio: queste scelte consentirebbero enormi riduzioni delle emissioni e benefici per la salute

. Le emissioni del G20 nel settore dell’edilizia sono cresciute più che in qualsiasi altro settore nel 2018 (4,1%).
Entro il 2020/25 i nuovi edifici dovranno essere quasi a energia zero per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C.

. I paesi del G20 hanno ancora erogato sussidi a sostegno dei combustibili fossili per oltre 127 miliardi di dollari nel 2017.
I sussidi sono diminuiti in nove paesi del G20 (in parte a causa del calo dei prezzi del carburante), ma i sussidi per l’infrastruttura e la produzione di gas naturale sono rimasti stabili o aumentati in molti paesi (nonostante i prezzi più bassi).
La deviazione solo di una piccola parte di questi sussidi ai combustibili fossili verso le energie rinnovabili potrebbe finanziare la transizione verso l’energia pulita e ridurre significativamente le emissioni.

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