La birra diventa ufficialmente rinnovabile al 100%

cibo e rinnovabili – A Castelnuovo Val di Cecina, piccolo centro geotermico, si produce una birra ‘rinnovabile’: la ‘bionda’ prodotta dallo stabilimento “Vapori di Birra” riporta sull’etichetta delle nuove bottiglie  la dicitura “Birra prodotta con processo totalmente rinnovabile grazie al vapore geotermico di Enel Green Power”.

La geotermia toscana Enel Green Power é  energia rinnovabile, ma é anche storia, cultura, turismo, enogastronomia e agricoltura sostenibile. Una realtà, quest’ultima, che continua a mettere singolari primati nero su bianco, o meglio verde su bianco: dopo il basilico, il formaggio e i salumi prodotti con utilizzo di calore geotermico, si completa la “tavola geotermica” con la birra.

E così dalle terre geotermiche in molti negozi alimentari, supermercati e nella grande distribuzione della Toscana non arriva soltanto un’ottima birra, grazie al processo di fermentazione che utilizza al meglio le temperature messe a disposizione dal calore geotermico, ma anche rinnovabile al 100%.

L’originale birrificio geotermico fa parte della Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili del Co.Svi.G che conta numerose aziende agricole locali: dalle serre di basilico e fiori ai caseifici, dalla stagionatura dei salumi agli allevamenti, queste realtà utilizzano le peculiarità del calore reso disponibile dal vapore geotermico per ottenere produzioni di assoluta qualità che si sono guadagnate anche l’accesso a EXPO 2015 tra le dieci buone pratiche selezionate dalla Toscana.

In Toscana, i 5 miliardi e mezzo di KWh prodotti dalle 34 centrali geotermiche Enel Green Power tra le province di Pisaimpianto geotermico, Siena e Grosseto corrispondono a soddisfare più del 26,5% del fabbisogno elettrico regionale e forniscono calore utile a riscaldare circa 9.500 utenti in 5 Comuni (Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Santa Fiora, Monteverdi Marittimo e altri progetti sono in corso) nonché 28,5 ettari di serre, caseifici e ad alimentare una importante filiera agricola e gastronomica. Anche il turismo geotermico fa registrare oltre 50.000 visite l’anno con il Museo della Geotermia, le terme etrusco romane, le manifestazioni naturali, il Parco geotermico delle Biancane, le “Centrali Aperte” e le tante iniziative di Enel Green Power e del Co.Svi.G.

Ma la birra è solo l’ultimo dei prodotti che nascono dalla geotermia di Enel Green Power. Ad esempio, avventurandosi per le strade di Monterotondo Marittimo (Gr) è facile incontrare diverse aziende agricole che usano il vapore geotermico per produrre il loro formaggio di fossa dop, al pari dei salumifici senesi che lo sfruttano per la stagionatura degli insaccati.

Nel “menù geotermico” non mancano neppure gli ortaggi. La cooperativa Parvus Flos di Radicondoli (Si), infatti, produce ogni anno più di 12 tonnellate di basilico di tipo genovese e da agricoltura biologica coltivato in 20mila m2 di serre riscaldate dal vapore proveniente dalle centrali di EGP.

Vantaggi economici e tutela dell’ambiente sono i valori aggiunti di questo connubio tra buona tavola ed energie verdi che nel 2009 ha portato anche alla nascita della “Comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana” grazie a un accordo tra il presidio regionale di Slow Food, la Fondazione Slow Food per la biodiversità e il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (CoSviG).

05 febbraio 2015

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