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Compostyle: i 10 oggetti che si dissolvono senza inquinare

riciclare – Affidarsi a materiali biodegradabili, o a prodotti che generano solo scarti compostabili, è una soluzione intelligente per contrastare la produzione di rifiuti.
Sempre più realtà, appartenenti ai settori più disparati, si stanno mobilitando proprio in questo senso, affiancate anche da numerose star internazionali.
La logica è quella espressa da “Compostyle”, un trend che è diventato un vero e proprio stile di vita promosso anche da importanti celebrities come Tom Brady, Jason Momoa, Jessica Alba e Harry Styles, che hanno ideato prodotti in grado di scomparire senza lasciare alcuna traccia inquinante.

Per fermare l’aumento della produzione dei rifiuti, le imprese si mobilitano per creare prodotti in grado di biodegradarsi, che vanno dall’intimo green agli imballaggi commestibili, dagli occhiali da sole bio agli indumenti in pelle compostabile, passando per glitter, cover e “compost umano”.

Un esempio virtuoso di realtà che ha scelto un modello, capace di puntare su qualità e sostenibilità, è quello dell’innovativa conceria campana Be Green Tannery come spiega la co-fondatrice Annalisa De Piano “Le nostre pelli coniugano la sostenibilità di fine ciclo di vita alla nostra esigenza di rispondere agli stringenti standard fissati dai grandi marchi del mondo del luxury”.

Si può fare la differenza partendo dagli scarti prodotti in casa

Ognuno può fare la differenza partendo dagli scarti prodotti in casa: secondo una ricerca pubblicata dal Washington Post, differenziare i rifiuti compostabili può ridurre l’immissione di materiali inquinanti per una quantità equivalente a quella prodotta da 15 milioni di veicoli circolanti su strada per ben 30 anni.

E’ bene ricordare che optare per prodotti in grado di dissolversi nell’ambiente non giustifica un consumo smisurato, la strada da seguire rimane ridurre gli acquisti non necessari e orientarsi, laddove possibile, su prodotti in grado di durare nel tempo.

I 10 oggetti biodegradabili o biocompostabili più inaspettati

Ma quali sono i 10 oggetti biodegradabili o biocompostabili più inaspettati protagonisti del trend?

1) Intimo biodegradabile: secondo l’edizione inglese di Fashion United, sono diversi i marchi che lo stanno realizzando. Inoltre, come riporta il Financial Times, è un’utile cartina al tornasole per analizzare la salute del suolo: il Department of Agriculture degli Stati Uniti ha lanciato una campagna per incoraggiare gli agricoltori a seppellire l’intimo in cotone e osservare in quanto tempo si biodegrada per analizzare la salute del terreno. Più veloce è la decomposizione, infatti, più il suolo è ricco di batteri come dimostrato dall’University of New England;

2) Batterie di carta: i ricercatori dell’Istituto di Microelettronica di Barcellona stanno sviluppando batterie biodegradabili realizzate con la carta per oggetti monouso come test di gravidanza. Una scoperta che potrebbe contribuire sensibilmente a neutralizzare gli sprechi come riporta il quotidiano spagnolo El País;

3) Pelle (ma solo se metal free!): la pelle di Be Green Tannery, conceria innovativa e sostenibile, non presenta metalli pesanti, caratteristica che permette di trasformarla in un prodotto inerme per l’ambiente alla fine del suo ciclo di vita. Queste attenzioni rendono inermi per l’ambiente anche le ceneri provenienti dagli scarti di produzione che possono essere utilizzati per dare vita a un compost utile nella lavorazione di aziende di settori terzi. Non solo: anche vestiti e accessori con la pelle Be Green Tannery, se correttamente smaltiti, si trasformano in ceneri che possono essere utilizzate in altri ambiti;

4) Glitter commestibili: chi l’avrebbe mai detto che fra i nemici del Pianeta ci sono anche i glitter? Amati da grandi (utilizzati soprattutto per i cosmetici) e piccini, questi scintillanti frammenti realizzati da alluminio, diossido di titanio e altri materiali, vengono spesso rilasciati nell’ambiente e impiegano tempi lunghissimi per biodegradarsi. Ecco allora che l’Università di Cambridge ha messo a punto glitter di cellulosa, un materiale di origine vegetale che può essere ricavato da materiali di scarto come bucce di banana o il guscio che racchiude i chicchi di caffè. Fra i vantaggi, come spiega The Fast Company, anche il fatto che potranno essere commestibili. Rimanendo nel mondo del beauty, Hola! segnala come siano diversi i brand che producono packaging per cosmetici compostabili, capaci di biodegradarsi in soli 2 mesi. Un trend seguito anche da Harry Styles che per la sua linea gender neutral non solo ha scelto confezioni compostabili, ma anche formulazioni biodegradabili;

5) Fertilizzanti dall’aldilà: come racconta il New York Times, il Colorado ha reso legale la possibilità di generare “compost umano” a partire dai corpi di persone che optano per questa soluzione per il loro fine vita. La procedura dura circa 30 giorni e permette di creare compost che viene destinato ad aree pubbliche ma che però non può essere impiegato in agricoltura;

6) Inchiostri green (disponibili in tutti i colori): se la stampa 3D sembra essere il futuro, occorre che questo domani sia green. Ecco perché un gruppo di scienziati svizzeri sta cercando di sostituire l’inchiostro utilizzato attualmente, potenzialmente tossico, con un prodotto più ecosostenibile;

7) Green da mattina a sera con spazzolino e cover per il telefono: la sostenibilità passa dalle piccole cose, come i prodotti che vengono usati tutti i giorni. Un esempio, come segnala Le Monde, è lo spazzolino in bambù che, a differenza di quello in plastica, può essere gettato nell’umido senza danneggiare l’ambiente. Non da meno anche le cover per gli smartphone, uno degli oggetti più utilizzati nella vita quotidiana: come racconta The Hustle, ne esiste un modello 100% compostabile disponibile tanto per tutti i tipi di telefoni;

8) Voglia di uno spuntino? Puoi mangiare l’imballaggio: la notizia, riportata da El Español potrebbe rivoluzionare il mercato: presto sarà possibile mangiare anche gli imballaggi. Una startup è infatti riuscita a produrre packaging realizzato con alghe e altri materiali naturali che possono essere tranquillamente ingeriti o comunque compostabili. Un

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modo davvero utile per andare verso un modello di consumo “zero waste”. Attenzione però anche a posate e stoviglie: seguendo l’esempio di Drake che, come riporta la CNN per i suoi concerti predilige catering sostenibili, occorre optare per quelle compostabili;

9) Attenti all’ambiente dalla nascita: se si vuole salvare il mondo occorre iniziare da bambini. Secondo una ricerca pubblicata dal National Geographic, ogni giorno vengono buttati 8 milioni di pannolini solo nel Regno Unito, un rifiuto che impiega ben 500 anni per decomporsi. Fra le soluzioni ci sono quelle dei pannolini biodegradabili, realizzati con alghe e carta. Un’alternativa sostenuta anche dall’attrice Jessica Alba che, come riporta il Daily Mail, è impegnata in prima linea in questo ambito con un marchio da lei lanciato;

10) …Dalla testa ai piedi: come riporta Footwear News, Jason Momoa, da sempre molto impegnato nella protezione del Pianeta, ha dato vita a una linea di scarpe in grado di decomporsi in un breve periodo di tempo una volta gettate. Si va dalle ciabatte alle scarpe per l’arrampicata, uno degli sport preferiti dall’attore. Non è da meno anche Tom Brady che ha invece pensato a una linea di occhiali biodegradabili come segnala Golfweek.

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