4 mln di italiani agricoltori amatoriali

agricoltura, alimentazione e benessere Per salvaguardare il benessere a tavola si associano comportamenti virtuosi: 4 milioni di italiani sono coinvolti nell’agricoltura amatoriale e coltivano per passione un terreno o un orto.

Secondo Nomisma, questa tendenza é determinata soprattutto dalla possibilità di consumare alimenti sani e genuini (come indica il 60,2% dei coltivatori di un orto per passione) oltre che dalla possibilità di rilassarsi eliminando lo stress della vita quotidiana.

Tra le altre passioni scoppiate in tempo di crisi c’é sicuramente la cucina: negli ultimi 2-3 anni il 67% delle italiani passa più tempo in cucina, sicuramente stimolata dalla food mania che dilaga su internet, nei blog e in tv.

La testimonianza di questa passione per il cibo può essere misurata anche dalla diffusione dei tutorial presenti su internet, dove non solo é possibile trovare ricette ma si impara anche a fare food design.

“L‘alimentazione é una delle leve fondamentali del ‘saper vivere’: nonostante i vincoli di bilancio si cerca di mangiare bene” evidenzia Silvia Zucconi, Coordinatore Area Agroalimentare  Nomisma -.  E’ alta l’attenzione per la salvaguardia del benessere a tavola, sensibilità accresciuta anche per il concomitante incremento della prevalenza di problemi di salute connessi con il cibo. La crescita a doppia cifra delle vendite di prodotti senza glutine (+32% nell’ultimo anno) e delle bevande vegetali (+29%) definisce in modo chiaro come intolleranze ed allergie rappresentino disturbi in grande ascesa.

La categoria di prodotto che più di altri è una esemplificazione della ricerca di benessere a tavola è il biologico. Non più segmento di nicchia, ma modello produttivo di grande successo: mentre l’economia italiana arranca, il bio vola.

Ma come si spiega tutto questo successo per il bio?

“Tanti sono i fattori – sottolinea Silvia Zucconi -. Certamente le caratteristiche del target di consumatori che attrae favoriscono la continua crescita. La propensione all’acquisto di prodotti a marchio biologico ha connotazioni chiare rispetto a molteplici fattori socio-economici e culturali.

E’ più alto nelle famiglie con un reddito mensile familiare elevato (la propensione all’acquisto sale al 69%) e dove il responsabile degli acquisti ha un titolo di studio elevato (68%).

Non vi sono solo fattori socio-economici ma anche alcuni stili di vita, come l’abitudine all’esercizio fisico (63%) e la pratica abituale della raccolta differenziata dei rifiuti (63%). Ma sono soprattutto gli stili alimentari a rappresentare una forte discriminante: vegetariani o vegani (78%), intolleranze ed allergie (63%) o, in generale, la presenza disturbi che impongono grande attenzione alla dieta (68%) sono fenomeni che esaltano l’interesse verso il bio.

per saperne di più …

12 settembre 2014

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