Via Francigena, il cammino storico diventa accessibile

turismo sostenibile – Un viaggio di 830 km e quattordici tappe, in due settimane. E’ questo il primo traguardo che Pietro Scidurlo con la sua hand-bike e i suoi compagni di viaggio senza automezzi di supporto si apprestano a raggiungere pedalando lungo la Via Francigena per fare una fotografia della situazione attuale vista attraverso gli occhi di una persona con esigenze speciali. Obiettivo: rendere uno degli itinerari storici più importanti d’Europa un vero e proprio cammino dell’accoglienza aperto a tutti.

L’iniziativa è stata lanciata dai parlamentari dell’intergruppo “Via Francigena”, sostenitori e testimonial dell’iniziativa nei vari territori attraversati dal cammino di Free Wheels. “Siamo particolarmente lieti di promuovere l’iniziativa di Free Wheels – spiega Stella Bianchi, membro dell’Intergruppo parlamentare Via Francigena – perché crediamo che i cammini, e la Via Francigena prima fra tutti, siano un’occasione di sviluppo per il Paese”.

Un turismo sostenibile per l’ambiente, aperto e accessibile a tutti, inclusivo. “La crescita economica e culturale del nostro paese passa anche da qui, attraverso lo sviluppo di strutture ricettive adeguate e la mappatura dei percorsi” aggiunge Bianchi.

Dopo l’esperienza fatta con la guida “Santiago per tutti” (Terre di Mezzo Editore), studiata per rendere il Camminovia Francigena2 di Santiago di Compostela accessibile a tutti, Pietro Scidurlo con la sua associazione Free Wheels studierà il percorso della Francigena (che secondo le stime dell’Associazione Europea Vie Francigena nel 2015 è stato percorso da oltre 40mila persone per più giorni con oltre 350mila pernottamenti) per suggerire valide soluzioni, anche tecnologiche, alle varie difficoltà: dagli ostacoli lungo il tracciato, alle strutture ricettive, dalle esigenze fisiche a quelle alimentari più adatte a camminatori “speciali”.

L’intento, infatti, è pensare a un cammino aperto e accessibile davvero a tutte le persone con esigenze speciali come i disabili motori, sensoriali o cognitivi, a persone soggette a dialisi o che fanno più fatica nel trasporto del peso, celiaci, diabetici gravi, persone che si muovono con figli in tenera età o animali al seguito.

“Vorrei una Francigena più attenta, consapevole e critica in cui tutte le persone, indistintamente dal modo di muoversi possano viverla – spiega Pietro Scidurlo – Mi piacerebbe che in Italia, come succede in Spagna, si facilitasse l’apertura di accoglienze lungo gli itinerari culturali per tutti coloro che scelgono di visitare il Belpaese alla scoperta di quella storia in cui i nostri cammini sono immersi, di quella cultura, di quegli usi e costumi di un’Italia che forse non si conosce ancora del tutto o almeno non nei suoi aspetti più autentici.”

Il cammino di Pietro Scidurlo è partito ieri da Somma Lombardo e farà tappa a Pavia, Piacenza, Medesano (PR), Berceto (PR), Aulla(MS), Pietrasanta (LU), Lucca, Gambassi (FI), Siena, San Quirico (SI), Acquapendente (VT), Viterbo, Formello (RM), per concludersi a Roma domenica 10 aprile.

29 marzo 2016

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