. In città più orti urbani e alberi: i dati Istat sull'Ambiente Urbano

In città più orti urbani e alberi: i dati Istat sull’Ambiente Urbano

ambiente urbano – Come cambia l‘ambiente urbano? A raccontarlo sono i dati contenuti nel Report Ambiente Urbano, redatto dall’Istat.
Se gli orti urbani sono un fenomeno in aumento soprattutto al nord, segnali positivi arrivano anche dall’edilizia sostenibile.

L’Istat per descrivere l’orientamento delle amministrazioni cittadine alla gestione sostenibile e alla smartness, ha considerato indicatori di risposta con un riferimento preciso a otto tematiche: acqua, aria, eco-management, energia, mobilità, rifiuti, rumore, verde urbano, raggruppati in sei dimensioni di analisi.

Ad emergere è un ambiente urbano dove cresce la presenza di  orti urbani (più 27,3) così come l’uso di energie alternative. A moltiplicarsi è l’utilizzo del  car sharing e delle auto ibride ma è ancora risicata la presenza smart city - cittàdi piste ciclabili.

Sono ancora pochi i controlli contro il rumore ed è ancora elevato lo spreco di acqua potabile e le perdite delle condutture.

Le misure adottate dalle amministrazioni per migliorare la qualità dell’ambiente urbano, nonostante la  loro  moltiplicazione,  non  riescono  a  incidere significativamente su  alcune  criticità  strutturali,  in particolare nella gestione dei rifiuti, dei servizi idrici e nel contenimento delle emissioni.
Prospettive interessanti si aprono invece nei settori della riqualificazione edilizia e del verde urbano.

Sul  fronte  della  gestione  dei  rifiuti  urbani,  nonostante  la  generalità  delle amministrazioni  abbia investito nell’incremento della raccolta differenziata, si è ancora lontani dal l’obiettivo nazionale del  65%.
Si estendono, comunque, le iniziative per favorire il corretto conferimento e per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti urbani.

Ma vediamo nel dettaglio, ogni singola area di analisi.

– Un capoluogo di provincia su quattro non ha la zonizzazione acustica (obbligatoria) e in 102 (su 111 soggetti all’obbligo) vige un Piano urbano del traffico. 43 capoluoghi hanno il Piano urbano di mobilità, 76 il Piano d’azione per l’energia sostenibile e soltanacquato 11 su 116 il Piano del verde.

– Quasi ovunque la raccolta porta a porta (114 città), il ritiro su chiamata degli ingombranti (113) e le isole ecologiche (106). In 99 raccolgono i rifiuti abbandonati e 44 hanno stazioni mobili per il conferimento diretto.

– Dispersioni di rete dell’acqua potabile superiori al 20% in quattro città su cinque; 13 ne hanno razionato la fornitura.

– La riqualificazione energetica di edifici comunali è applicata da 78 comuni, 24 promuovono il rinverdimento di aree di nuova edificazione e 22 la conservazione del patrimonio arboreo nelle pertinenze di edifici esistenti.

– I punti di accesso gratuito a Internet negli spazi pubblici dei capoluoghi sono 34 ogni 100 mila abitanti. 62 città distribuiscono App di pubblica utilità. Hanno almeno un sistema di infomobilità per il traffico privato BikeMi - bicicletta78 capoluoghi e 98 almeno uno per il Trasporto pubblico locale.

– Servizi di car sharing e bike sharing attivi, rispettivamente, in 26 e 60 città. 42 comuni hanno messo a dimora un albero per ogni nuovo nato e 30 assegnano la manutenzione di aree verdi ad associazioni o cittadini.

– In media i capoluoghi offrono 25 servizi via web. In 34 città è possibile svolgere on line l’intera pratica per almeno otto tra 40 servizi amministrativi di competenza.

– Hanno effettuato “acquisti verdi” 26 città, con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi.

25 novembre 2016

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