Il bidone aspira rifiuti per ripulire le acque degli oceani

mare e rifiuti – Un recente rapporto dell’UNEP sui rifiuti plastici in mare, stima che in un anno sono finiti in mare dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di plastica, su una produzione mondiale che ha superato i 311 milioni di tonnellate.
Secondo le stime ogni chilometro quadrato di mare al mondo ha in media 63.320 particelle di microplastica galleggianti (sotto i 5 mm di diametro), che possono intossicare gli animali marini.

Ed è dalla considerazione che il mare è ormai diventato una discarica a cielo aperto che nasce l’idea di realizzare un bidone galleggiante che sia in grado di catturare i rifiuti e ripulire gli oceani.

In grado di raccogliere plastica, carta e addirittura carburanti la novità è frutto del Seabin Project, un sistema decisamente economico ma soprattutto green per la raccolta acquatica dei rifiuti.
Ad idearlo hanno pensato gli australiani Andrew Turton e Pete Ceglinski.

mare rifiutiLa novità poggia su un concetto semplicissimo. Il bidone in pratica filtra l’acqua e risucchia al proprio interno rifiuti di vario genere, diventando un’ eco-alternativa alle barche predisposte per la raccolta della spazzatura.

Il progetto vanta un interessante effetto domino. La plastica raccolta infatti verrà riciclata per realizzare nuovi contenitori per incentivare la raccolta nelle acque del mare.

Il bidone può restare in funzione 24 ore su 24, ancorato a banchine e pontili fissi.
Al suo interno è in funzione una pompa elettrica, che garantisce l’attrazione dei rifiuti, che vengono collocati in una sacca di tela organica, facilmente estraibile, come una sorta di retino da pesca, quando è colma.
Per quel che concerne i reflui, il meccanismo del bidone è in grado di aspirarli, filtrarli e depurarli.

Il ciclo della sperimentazione dovrebbe concludersi a fine giugno e ad installarlo per primo al mondo sarà il porto della città Grand Motte, in Francia

«Per noi l’educazione è la prima vera soluzione per fermare l’inquinamento per fare in modo che le future generazioni possano continuare a godere delle straordinarie ricchezze offerte dal mare – hanno spiegato i due ideatori nel presentare il progetto alla stampa -».

I due progettisti hanno sottolineato che è in fase di avanzata realizzazione il prototipo Seabin v5, messo a punto grazie ad una stampante 3D Delta wasp3 e filamenti di plastica riciclata dagli oceani, raccolti dall’associazione Parley for the oceanse.

16 giugno 2016

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