Etico ed artistico reFOOD il contenitore che combatte lo spreco alimentare

lotta allo spreco alimentare – Se a prima vista ad attirare l’attenzione é l’aspetto artistico ed originale reFOOD, il contenitore per alimenti riciclabile, è molto di più della classica doggy bag.
reFOOD è una piccola “opera d’arte” ad ‘uso e consumo’ della lotta allo spreco alimentare.
Il contenitore per alimenti, completamente riciclabile, consente di portare a casa in modo pratico e originale il cibo avanzato al ristorante.
reFOOD può essere conservato in frigorifero o messo direttamente nel microonde perché la composizione della vaschetta interna è stata studiata appositamente per la conservazione del cibo.

reFOOD è il figlio primogenito del progetto reBOX, che punta alla trasformazione de cibo avanzato in buona abitudine, con l’intento di aumentare l’attenzione verso lo spreco, diminuendo velocemente l’impatto che la ristorazione ha sui numeri dello spreco che ad oggi in Italia ammonta a 5,1 milioni di tonnellate.

“Siamo quattro, siamo amici e insieme stiamo inseguendo un sogno: quello di sensibilizzare le persone affinché prendano coscienza che “il cibo non si spreca”! – spiegano i responsabili, cuore pulsante del progetto, insieme perchè una bella idea si trasformi anche in refood contenitore alimentare contro lo spreco2un moltiplicatore di buone azioni.

Arriviamo da settori diversi – spiegano i quattro ragazzi – e possediamo competenze diverse.
Questa è la nostra forza: unire figure professionali per dare vita ad un progetto etico, rispettoso e solidale che si rivolge a tutti: ai ristoratori che per mestiere propongono il cibo e alla gente comune che quel cibo lo consuma e molto spesso… lo avanza”.

Marco Lei è il responsabile commerciale, Daniela Demasi gestisce l’amministrazione mentre Alessandro e Vito Viesti sono coloro che si occupano di produrre e distribuire i contenitori.

Il progetto vuole parlare di cibo anche attraverso il coinvolgimento di creativi e artisti emergenti.
Ecco perchè il contenitore reFOOD cambierà il suo aspetto, di volta in volta, diventando una bag con soggetti diversi e collezionabili. La prima edizione è stata realizzata da Andrea Aste, giovane e talentuoso artista torinese che ha saputo interpretare in modo ironico e leggero questo nuovo oggetto.

A breve uscirà anche ReWine, scatola per portare a casa la bottiglia di vino non terminata. E in futuro, non prima della fine dell’anno, arriverà ReTake, contenitore per il take away, oggetto modulare con la possibilità di mettere fino a 4 piatti.

Non si può parlare di una semplice doggy bag perché “c’è un progetto intorno al contenitore e una doppia funzione di sensibilizzare sia i ristoratori, ai quali è ririfiuti cibo organici - spreco alimentarevolto direttamente, sia i clienti – spiega Marco Lei.

Ogni anno le famiglie italiane sprecano una quantità immensa di cibo, per contrastare questo fenomeno abbiamo pensato a reBOX. Non potendo entrare nelle case delle persone abbiamo deciso di rivolgerci al mercato della ristorazione.

In Italia sta prendendo sempre più piede la buona abitudine di richiedere al ristoratore di portare a casa ciò che non si è terminato, spesso è lo stesso ristoratore a proporlo al cliente. Ora il cibo viene consegnato in contenitori di alluminio dentro una shopper di plastica e questo non incentiva minimamente questa buona abitudine. Molti si vergognano infatti di uscire con il cibo sottobraccio. re-BOX è stilisticamente e graficamente più accattivante e porta con sé un progetto concreto, speriamo davvero di riuscire a invertire questa tendenza”.

reFOOD è un modo per recuperare il cibo con intelligenza e fare del bene. Infatti, oltre a prevenire lo spreco alimentare aiuta chi ha bisogno.

clima da fame - cibo - alimentazionePer ogni contenitore reFOOD acquistato dai ristoratori reBOX devolve una parte del ricavato ad “AZIONE CONTRO LA FAME” – associazione umanitaria internazionale impegnata in 47 paesi del mondo contro fame e malnutrizione infantile.

Quattro le aree su cui è impegnata: cibo e salute, acqua e sanità, sicurezza alimentare, sostegno e sensibilizzazione. Con 90 scatole reBOX offrirà 3 giorni di terapia salvavita con latte terapeutico e medicinali a un bambino. Con 150 scatole 1 mese di cibo terapeutico pronto all’uso per un bambino malnutrito. Con 190 scatole vaccini contro rosolia e morbillo, antibiotici, antiemetici e vitamine per 13 bambini.

Chiedendo reFOOD al proprio ristorante si aiuterà così a ridurre lo spreco alimentare e a combattere la fame nel mondo, e lo si farà senza spendere nulla, perché il contenitore reFOOD è gratuito.

14 aprile 2016

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