Vintage è sostenibile: gli abiti usati a Milano si pagano al chilo e cash

moda sostenibile – Gli indumenti possono avere un ciclo di vita infinito a riprova del fatto che il vintage è decisamente sostenibile.
A sostenerlo è VinoKilo che a Milano, prima uscita ufficiale in Italia, si presenta come alternativa sostenibile ed eco-friendly alla Fast-Fashion.

Il nuovo concept di shopping dedicato alla moda sostenibile ha puntato sul recupero degli indumenti, rendendoli accessibili al grande pubblico.
Non un “semplice” negozio vintage, ma un negozio in cui si mette in evidenza come la moda di seconda mano non deve essere considerata né diversa né di minor valore rispetto alla moda di ultima tendenza.

Evento di moda sostenibile vintage il 19 ottobre

Presso lo SpazioVetro di Via Tortona, sabato 19 ottobre, andrà in scena l’unico evento di moda sostenibile vintage dove oltre 4000 pezzi unici verranno venduti a prezzo di chilo e potranno essere pagati anche cashless, con carta e smartphone.
Più di 4.000 capi vintage – per un totale di circa 3 tonnellate di pezzi unici – saranno esposti su cremagliere e presentati al pubblico in maniera innovativa: si potrà fare shopping degustando vino e accompagnati da musica live.

Nuova vita in nome della sostenibilità

L’e-commerce tedesco con sede a Magonza, in Germania, recupera vecchi abiti in disuso e smantellati e dona loro nuova vita.
I capi, dimenticati in vere e proprie discariche tessili in ogni lato del globo, vengono accuratamente selezionati e quindi inseriti in un meticoloso processo di riqualificazione: lavati, riparati e piegati a mano e solo alla fine reimmessi nel ciclo di consumo attraverso l’e-commerce online o con speciali eventi pop-up organizzati nelle maggiori città d’Europa.

L’abito vintage si paga al chilo

Non si paga il singolo pezzo ma, naturalmente, si paga al chilo.
VinoKilo ha scelto inoltre di mettere a disposizione degli shopping addicted la possibilità di pagare senza contanti ma, più velocemente, con la carta, grazie ai lettori di carte SumUp Air, pensati per essere utilizzati in ogni luogo e situazione: realizzati dalla fintech britannica che sta rivoluzionando il mercato dei pagamenti elettronici, si collegano tramite bluetooth ad uno smartphone o un tablet con connessione 3G e permettono di accettare pagamenti ovunque, senza bisogno di contanti.

“A questi eventi ci si aspetta di vedere in media circa 2000 persone: tutti i processi devono essere ben organizzati e strutturati in un sistema fluido, dall’ingresso agli scaffali degli abiti, alla pesatura e al pagamento. I pagamenti cashless, grazie alla loro velocità, permettono alle persone di non trascorrere molto tempo alla cassa”, spiega Robin Balser CEO e fondatore di VinoKilo.

“Inoltre, durante gli eventi di questo tipo: non si sa mai cosa si trova tra grucce e scaffali: per le persone avere la possibilità di pagare con la carta significa non preoccuparsi di avere la giusta quantità di denaro o di dover scegliere tra due o tre articoli”.

Risparmio idrico e ambientale

In poco più di 4 anni di attività e 194 eventi, Vinokilo è riuscita ad ottenere notevoli risultati in fatto di vendite, con un impatto ambientale concreto e significativo dando nuova vita a oltre 150 tonnellate di vestiti.

Significa che sono stati risparmiati più di 3,5 milioni di cicli di lavaggi, che tradotto in impatto idrico sono pari all’acqua necessaria per riempire 2,3 milioni di vasche da bagno, ed evitate emissioni di CO2 pari a quelle emesse percorrendo circa 30 milioni di km alla guida di un’automobile, praticamente 8 volte andata e ritorno verso la luna.


Taglio ai rifiuti tessili

“Con ogni chilo venduto, riportiamo in vita quelli che sarebbero stati i rifiuti tessili, nonché la più grande fonte di inquinamento dopo l’industria petrolifera”, afferma Robin Balser. “Finora, siamo riusciti a rimettere 154 tonnellate di vestiti negli armadi dei nostri clienti, ma il nostro obbiettivo è ben maggiore, considerando che esiste un potenziale di circa 800 milioni di tonnellate di abbigliamento inutilizzabile in tutto il mondo”.

Le transizioni in contanti più inquinanti

Secondo due studi olandesi commissionati dalla De Nederlandsche Bank ed analizzati per SumUp da Rete Clima, le transazioni in contanti sarebbero più inquinanti delle transazioni con carta di debito. Per quanto riguarda il pagamento in contanti, l’impatto ambientale di ogni transazione è infatti pari a 4,6 g di CO2 equivalenti (CO2e), mentre quello di ciascuna transazione con carta di debito è di 3,78 grammi di CO2e.

Il messaggio è chiaro ed esemplare: “moda” meno come fenomeno consumistico, più come movimento consapevole, stilistico, di qualità e sostenibile che mira all’unicità.

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