Lotta allo spreco di cibo: determinante partire dai banchi di scuola

spreco alimentare – 7 italiani su 10 dichiarano che è il settore alimentare quello in cui sprecano maggiormente.
La conferma arriva dai dati resi noti dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market /Swg.

Fra le ragioni principali dello spreco troviamo il cibo scaduto (63%) e gli acquisti in eccesso (58%).
Nel nostro paese lo spreco annuale vale quasi 12 miliardi di euro, ai quali devono essere aggiunti oltre 3 miliardi per lo spreco di filiera

Riparte il premio ‘Vivere a spreco zero’

Gli italiani, consapevoli del problema, scelgono la via della sensibilizzazione, coinvolgendo direttamente i giovani a partire dai banchi di scuola.
Lo spreco si combatte con l’educazione alimentare nelle scuole.
E proprio a pochi giorni dal via del nuovo anno scolastico riparte il premio ‘Vivere a spreco zero’, contest nazionale per le buone pratiche di enti pubblici, imprese, scuole, associazioni e cittadini. Testimonial dell’edizione 2019 è Neri Marcorè, artista poliedrico.

L’iniziativa, parte integrante della Campagna Spreco Zero di Last Minute Market, è promossa a quattro mani , unitamente al ministero dell’Ambiente nell’ambito del progetto 60 Sei ZERO.
Le buone pratiche potranno essere candidate sino al 10 ottobre direttamente dalle pagine web del sito Sprecozero.it., mentre le terne finaliste verranno rese note il 16 ottobre, in concomitanza alla giornata mondiale dell’alimentazione.
In gara anche una categoria per buone pratiche di riduzione/eliminazione delle plastiche ad uso alimentare/idrico.

Kit buone pratiche per le scuole

Con l’avvio del nuovo anno scolastico arriva nelle aule il kit buone pratiche dedicato alle scuole, che si può scaricare direttamente dal sito Sprecozero.it.
Il kit prevede anche il diario del giovane investigatore, per indagare cosa succede nel frigorifero di casa e intuire come se la passa il cibo all’interno della dispensa.

Le stime dello spreco

Nel 2014 un italiano su 2 dichiarava di gettare cibo quasi ogni giorno.
Nel 2018 solo l’1% degli italiani ha dichiarato di cestinare il cibo pressoché quotidianamente.
L’impegno per la prevenzione dello spreco alimentare, che dal 2010 porta avanti la campagna Spreco Zero di Last Minute Market, ha iniziato a dare i suoi frutti – spiegano i responsabili della campagna -.

Nel 2019 la “hit” degli sprechi vede primeggiare tristemente lo sperpero di cibo (68%), quello di acqua (52%), mobilità (25%), energia elettrica (24%), soldi (16%), tempo (14%) e gas (7%).

Le cause dello spreco di cibo restano legate a scarsa sensibilità nella prevenzione: il cibo è scaduto nel 63% dei casi o ammuffito nel 51%, si è acquistato troppo nel 58%
dei casi o cucinato troppo nel 43%. Si gestisce male il cibo che ammuffisce (51%) o va a male (49%).

Eppure molto resta ancora da fare, ad ogni livello: nelle nostre case, nelle scuole, nella distribuzione.
Pesa 700,7 grammi lo spreco di cibo pro capite settimanale in Italia, per un valore di 3,76 € settimanali, e di 196 € annuali secondo i test scientifici dei “Diari di famiglia” del progetto REDUCE – Min. Ambiente / Università di BolognaDistal.

E nelle scuole? L’indagine REDUCE sulla refezione scolastica ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, e di 27 grammi di cibo intatto, abbandonato nelle mense per ogni pasto. Ma è dalle scuole che deve partire la rigenerazione di una società sostenibile.

Segrè: “Le buone pratiche, esperienze rilevanti e innovative”

«Sono dati che testimoniano l’importanza di buone pratiche da individuare, adottare e veicolare sul piano degli enti pubblici, delle imprese, delle scuole, così come sul piano personale, nel quotidiano delle nostre case – sottolinea il presidente di Last Minute Market Andrea Segrè
Per questo arriva la 7^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero, i piccoli “Oscar” della prevenzione e riduzione degli sprechi, e per questo, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, raccogliamo l’appello dei cittadini e lo rilanciamo perché l’educazione alimentare diventi programma scolastico, e perché l’educazione civica del nostro tempo non sia avulsa dalla sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e dell’educazione ambientale.

Le buone pratiche individuate e condivise, adottate sul territorio nazionale da soggetti pubblici e privati, sono esperienze rilevanti e innovative è importante favorire la diffusione e la replica sul territorio.
Quest’anno, accanto alle categorie consuete – Amministrazioni Pubbliche, Imprese, scuole, associazioni e cittadini – il Premio Vivere a Spreco Zero includerà nuove categorie, prima fra tutte quella No Plastic Food & Drink: perché la prevenzione degli sprechi è anche prevenzione dei rifiuti e cura dell’ambiente. Il Premio Vivere a Spreco Zero ha scelto quindi di partecipare alla mobilitazione internazionale finalizzata a sostenere la riduzione/eliminazione delle plastiche alimentari per cibo e/o acqua».

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