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IVA su pellet, l’aumento al 22% colpisce anche l’ambiente

ambiente – La Legge Stabilità 2015 include, tra le diverse misure, l’aumento al 22% dell’IVA sul pellet, in vigore dallo scorso 1° gennaio. Il rincaro colpisce l’economia delle famiglie, che spenderanno fino a 400 euro in più all’anno. Ma pesa anche sull’ambiente, scoraggiando l’uso di questo metodo di riscaldamento green.

Le associazioni dei consumatori denunciano che l’aumento è incomprensibile, e colpisce tanto le famiglie come l’ambiente. Secondo Pieraldo Isolani, responsabile del settore Energia dell’Unione Nazionale Consumatori, “anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ammesso che si è trattato di un errore”, e quindi “ci auguriamo che alle parole seguano immediatamente i fatti“.

In Italia, ricorda l’Associazione, ben oltre 2 milioni di famiglie hanno scelto le stufe a pellet per riscaldare casa, risparmiando fino al 25% rispetto alla spesa di gas metano. Con questa nuova misura queste famiglie dovranno spendere 250-400 euro all’anno.

Alle famiglie che ancora utilizzano il gas metano per riscaldare casa, d’altronde, ricordiamo che dal 1° gennaio l’Autorità per l’energia ha deciso una riduzione del prezzo del gas pari allo 0,3%; di conseguenza le società del mercato libero hanno migliorato le proprie proposte commerciale e attualmente, secondo dati forniti dal portale SosTariffe.it, si possono risparmiare 140 euro all’anno (famiglia con consumi pari a 2.100 m3/anno) con una tariffa gas come queste.

In ogni caso, l’aumento dell’IVA al 22% sul pellet “scoraggia l’utilizzo di un combustibile ecologico e rinnovabile (poiché la quantità di CO2 emessa durante la combustione è la stessa che le piante avevano accumulato durante la loro crescita)”, spiega l’UNC, ricordando che la misura è anche “contro l’occupazione, perché ostacola lo sviluppo delle imprese produttrici di termostufe, di cui il nostro Paese possiede una filiera industriale assai importante e competitiva”.

23  gennaio 2015

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