. In Italia parco auto e bus sempre più vecchio - Verdecologia

In Italia parco auto e bus sempre più vecchio

mobilità Il parco auto circolante in Italia é sempre più vecchio e di minor valore.
L’Italia è, tra i principali paesi europei, quello con la maggiore densità di auto circolanti. Se si escludono infatti Lussemburgo e Malta, gli unici dell’Ue che hanno un tasso di motorizzazione privata più elevato (rispettivamente 710,7 e 624), nel 2012 le autovetture circolanti in Italia erano 621,2 ogni 1000 abitanti, contro le 530,9 della Germania, le 498,1 del Regno Unito, le 496,9 della Francia, le 481,5 della Spagna.

E’ quanto si legge nello studio “Rottamazione e rinnovo del parco: una strada per lo sviluppo, la sicurezza e l’ambiente”, che misura come, dove e quanto vengono usate le auto nel nostro Paese, proposto dalla Fondazione ACI “Filippo Caracciolo” e presentato in occasione della 69a Conferenza del Traffico e della Circolazione.

“Sulle nostre strade circolano troppe auto troppo vecchie – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – e in Italia aumenta ancora l’età media del parco auto circolante più obsoleto d’Europa: l’età media delle quattro ruote è ormai di 9,5 anni; il rischio di morire in un incidente a bordo di un veicolo di 10 anni è più che doppio rispetto a una vettura di nuova immatricolazione; un Euro1 a benzina del 1993 fa registrare emissioni di monossido di carbonio superiori del 172% rispetto a un Euro4; un diesel Euro1 rilascia 27 volte il quantitativo di polveri sottili di un moderno Euro5″.

“Le auto vecchie sono quindi un problema economico, sociale ed ambientale – continua Sticchi Damiani -. Prima ancora di guardare al nuovo, sono fondamentali incentivi per sostituire i veicoli Euro0/1 con Euro4/5 più moderni, efficienti ed ecologici. Per rendere comunque più sicuro un parco circolante così obsoleto è opportuno prevedere l’obbligo di revisione annuale per i veicoli con più di 10 anni di età”.

Il rapporto evidenzia che la scelta di acquistare un’auto nuova è sempre dettata più dalla passione che da regole di convenienza, ma in periodi di crisi come quello attuale le logiche emotive tendono ad arretrare rispetto a quelle finanziarie. Soprattutto se si sostituisce un’auto usata di scarso valore con una di nuova immatricolazione, lo sforzo economico potrebbe non produrre vantaggibus nella gestione quotidiana a fronte dei maggiori costi di ammortamento: la spesa media per 3.000 km di percorrenza annua varia da 827 euro di una Fiat Punto 1.2 del 1999 a 1.489 euro di una Fiat Punto TwinAir del 2012.

Le famiglie si convincerebbero alla sostituzione dell’auto solo in presenza di incentivi o facilitazioni all’acquisto, che però in questo momento sono di difficile attuazione da parte dello Stato senza un adeguato piano di copertura. Una misura socialmente efficace e snella per le casse pubbliche potrebbe essere quella di favorire il ricambio di un vecchio catorcio con un usato più moderno di piccola cilindrata. Ciò allargherebbe i benefici a una più ampia fascia della popolazione, stimolando un percorso virtuoso con tanti automobilisti che riuscirebbero a monetizzare il loro Euro4 trovando le risorse per acquistare un’auto nuova.

“Il mancato ricambio del parco circolante sta generando squilibri strutturali del nostro sistema di mobilità – dichiara Ennio Cascetta, presidente del Comitato scientifico della Fondazione ACI Filippo Caracciolo – che sono ancora più evidenti nello scenario internazionale: Roma, Milano e Napoli sono le prime tre città europee per numero di autovetture ogni 100 abitanti. Nella Capitale c’è il doppio dei veicoli di Stoccolma, Londra, Berlino e Madrid. Quello dell’anzianità è un problema anche per i mezzi del trasporto pubblico, che così non riesce a costituire un’alternativa alla mobilità privata. I nostri autobus sono i più vecchi d’Europa: l’età media è di 16 anni e gli Euro0 sono ancora il 22% del totale circolante”.

31 ottobre 2014

Scritto da

Nessun Commento.

Lascia un Commento

Commento