Green il lavoro del futuro: il 14,9% delle assunzioni riguarda i green jobs

green jobs – Nel 2015, il 14,9% delle assunzioni previste (74.700 posti di lavoro) riguarda i green jobs, che si tratti di ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto: una crescita di 4 punti percentuali rispetto al 2009.

Nell’area aziendale della progettazione e della ricerca e sviluppo si arriva al 67%, a dimostrazione del legame sempre più stretto tra green economy ed innovazione aziendale. Se poi andiamo oltre lo steccato dei green jobs propriamente detti e guardiamo la richiesta di competenze green, vediamo che le assunzioni con questi requisiti sono 219.500. Messi insieme, siamo di fronte ad un esercito di lavoratori ‘green’: 294.200, il 59% della domanda di lavoro.

Per chi è in cerca di un lavoro le notizie dal mondo dei “green jobs” sono quindi più che positive.
A rilevarlo é GreenItaly 2015, la sesta edizione del rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere sulla green economy italiana, che conferma la forza sempre maggiore di questo paradigma economico nel nostro sistema produttivo.

In termini di diffusione: sempre più imprese fanno scelte green. In termini di risultati: quelli, sorprendenti, nei bilanci, nell’occupazione e quelli nelle performance ambientali del Paese, che rendono l’Italia, nonostante i tanti problemi aperti, il Oscar green 2013 - Coldiretti - Az Agr. Agrilifeleader europeo in alcuni campi dello sviluppo sostenibile.

Un dato importante in vista della COP 21 di Parigi, il summit mondiale sui mutamenti climatici che ha l’obiettivo ambizioso ma irrinunciabile di ridurre ad un massimo due gradi l’aumento di temperatura sulla terra.

Contrariamente a quanto da molti sostenuto, le scelte orientate in senso ambientale non sono un peso ma una straordinaria chiave per affrontare la crisi, in particolare in Italia. Del resto, come diceva Albert Einstein “non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato”. Nuovi consumi e stili di vita (non solo nei paesi occidentali) stanno accelerando la trasformazione del nostro apparato produttivo.
Temi come sostenibilità, innovazione, qualità, design, tradizione e saperi sono centrali nelle strategie di molte imprese: la green economy oggi, nella sua accezione più ampia, sta dentro la catena del valore delle aziende e costituisce un fondamentale fattore di competitività.

E proprio nel creare lavoro la sostenibilità è un driver importante, sia tra le imprese eco-investitrici che tra le altre. ll nostro sistema produttivo guida già la ‘riconversione verde’ dell’occupazione europea: dalla fine del 2014, il 51% delle piccole e medie imprese italiane ha almeno un green job, più che nel Regno Unito (37%), Francia (32%) e Germania (29%).

Vista la presenza prevalente di imprese “green” nel Nord-Ovest, anche la diffusione geografica della domanda di green jobs riproduce quella delle imprese green e vede una marcata concentrazione nel Nord-Ovest, dove le assunzioni previste per il 2015 arrivano a sfiorare le 26.000 unità, di cui 19mila solo in Lombardia.

green for all lidea vincente di smart for cityBene anche il Nord-Est, dove le assunzioni di green jobs programmate entro l’anno sono quasi 16mila, grazie soprattutto alla presenza del Veneto, dove se ne contano 6.210 unità. Sud e Isole contano su un numero di assunzioni di green jobs previste nel 2015 di 17.600 unità, mentre il Centro si attesta a 15.170, 9.410 delle quali nel Lazio (regione in seconda posizione dietro la Lombardia nella graduatoria per numerosità assoluta di assunzioni di green jobs).

Tra le regioni più virtuose su questo fronte, anche Emilia Romagna (6.390), Veneto (6.210) e Campania (5.030). Scendendo nel dettaglio provinciale, troviamo sul podio, con il più elevato numero di assunzioni di green jobs programmate per quest’anno, la provincia di Milano (11.450 unità), cui seguono la provincia Roma (8.060), Torino (3.110) e Napoli (2.860).

Tra le figure professionali verdi, i green jobs più richiesti sono: l’installatore di impianti termici a basso impatto, l’ingegnere energetico, il tecnico meccatronico, l’ecobrand manager, l’esperto di acquisti verdi, l’esperto in demolizione per il recupero dei materiali, l’esperto del restauro urbano storico, il serramentista sostenibile, l’esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo, il programmatore delle risorse agroforestali, l’esperto in pedologia (la scienza che studia il suolo, la genesi, sua composizione, le variazioni, soprattutto a fini agricoli), l’ingegnere ambientale, lo statistico ambientale e il risk manager.

03 novembre 2015

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