Il futuro delle energie rinnovabili negli incentivi per l’autoproduzione

energie rinnovabili – Negli ultimi 10 anni le fonti rinnovabili hanno contribuito a cambiare il sistema energetico italiano, con impianti presenti in tutti gli 8.047 Comuni e risultati sempre più importanti di copertura dei fabbisogni elettrici e termici locali.

Oggi è possibile spingere lo sviluppo delle fonti rinnovabili oltre i risultati straordinari di questi anni (38% di energia da fonti rispetto ai consumi e primo Paese al mondo per contributo del solare), valorizzando appieno i vantaggi di una produzione locale e pulita che questi impianti possono portare al sistema energetico.

Ma la sfida è diversa dal passato, l’obiettivo che occorre porsi è infatti quello di sostenere e agevolare tutti coloro che riescono ad autoprodurre l’energia elettrica e termica di cui hanno bisogno, di spingere i progetti che permettono a famiglie, imprese, distretti produttivi e condomini di produrre e scambiare energia con moderne smart grid, sistemi di accumulo, impianti efficienti.

Per questo Legambiente lancia il Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, in occasione della conferenza internazionale “Le comunità dell’energia”, organizzata dall’associazione ambientalista, il Comune di Pesaro e la Provincia di Pesaro e Urbino.

Il Manifesto propone in particolare di muovere cambiamenti che guardano in quattro direzioni.

1.Spingere l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili da parte dei Comuni. Dando la possibilità agli Enti Locali di prodursi direttamente l’energia di cui hanno bisogno attraverso le fonti rinnovabili, per rendere possibile così l’utilizzo della rete pubblica per scambiare energia tra edifici pubblici prodotta da fonti rinnovabili, eliminando divieti e tasse per creare vantaggi nell’interesse generale.

mix energetici sole eolico energia rinnovabile solare eolico2.Aprire alla produzione e vendita di energia prodotta da fonti rinnovabili da parte di cooperative e imprese ad utenze poste nello stesso ambito comunale. Oggi una piccola impresa o una cooperativa non ha la possibilità di produrre energia e distribuirla direttamente a più utenze presenti nelle vicinanze, neanche dentro un distretto industriale. Queste barriere vanno superate, consentendo la distribuzione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e in cogenerazione all’interno dello stesso Comune da impianti fino a 1MW.

3.Muovere l’innovazione energetica nei condomini, dove vivono oltre 20 milioni di persone che attualmente beneficiano in minima parte dei vantaggi che le rinnovabili possono portare. La proposta è quella di far valere per l’energia prodotta da rinnovabili le stesse regole che oggi valgono per il riscaldamento, ossia che questa possa anche essere distribuita agli appartamenti nel condominio oltre che utilizzata per gli usi comuni.

4. Semplificare e premiare l’autoproduzione da parte di cittadini e imprese. Tutte le opportunità di ridurre il prelievo dalla rete per autoprodurre l’energia da fonti rinnovabili vanno incentivate, perché permettono di rendere il sistema meno dipendente dalle fonti fossili e dall’estero, perché è più sicuro e pulito. Vanno eliminati i limiti allo scambio sul posto dell’energia prodotta da rinnovabili con la rete, introdotti incentivi per sistemi di accumulo collegati a impianti fotovoltaici, semplificate le procedure che riguardano i progetti di piccola taglia e la tassazione.

18 maggio 2015

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