. Il futuro dell’auto a idrogeno passa anche dall’Università di Pavia

Il futuro dell’auto a idrogeno passa anche dall’Università di Pavia

mobilità sostenibile – Nel 2017 il mercato mondiale delle automobili vedrà il lancio di massa delle auto basate su celle a combustibile alimentate a idrogeno. È una rivoluzione copernicana che, nel giro di pochi anni, potrebbe portare al superamento degli attuali motori a combustione. Naturalmente, come accade per tutte le nuove tecnologie, i ricercatori sono tuttora molto attivi per migliorare la durata, l’efficienza e la sicurezza dei materiali e della cella nel suo complesso.

In questo contesto si inserisce un importante studio dell’Università di Pavia.

Il gruppo di ricerca GreenMat del dipartimento di Chimica dell’ateneo, coordinato da Piercarlo Mustarelli, ha costruito un innovativo microscopio a risonanza magnetica (la stessa tecnica di immagine utilizzata in ambito medico) che consente di investigare le caratteristiche di una cella a combustibile durante il suo normale funzionamento. Questa innovazione permetterà di migliorare la tecnologia oggi disponibile e potrà essere applicata anche ad altri dispositivi per l’energia, come batterie e celle fotovoltaiche.

Il progetto è stato realizzato grazie a un rilevante finanziamento della Fondazione Cariplo (Premio per la Ricerca di Frontiera in Chimica, grant 2011-1802). I risultati ottenuti sono stati pubblicati su Energy and Environmental Science, considerata attualmente la più prestigiosa rivista internazionale in campo energetico-ambientale.

Il premio Ricerca di Frontiera venne istituito nel 2011 da Fondazione Cariplo per sostenere quei progetti di ricerca così innovativi che “possono anche fallire, ma se vanno a buon fine fanno veramente innovazione. La nostra fondazione sostiene la ricerca che può portare vantaggi anche per migliorare le condizioni in cui viviamo ogni giorno; ad esempio ponendo cura alle energie rinnovabili e all’ambiente”, spiega Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo.

Il Premio del 2011 ha rappresentato un nuovo strumento di erogazione per il sostegno ai ricercatori “impegnati a realizzare un’idea eccezionalmente innovativa, che altrimenti non potrebbero essere sostenuti coi tradizionali bandi della Fondazione. I ricercatori si sono messi al lavoro e ora si vedono i primi risultati di un’idea che sembrava visionaria. La moderna filantropia è anche questo”, conclude Guzzetti.

Già da qualche mese Toyota sta commercializzando la nuova Mirai, basata su questa tecnologia e destinata per ora a una clientela molto limitata, anche a causa della mancanza di una rete efficiente per la distribuzione del combustibile.

03 luglio 2015

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