. Crescono in Italia le start up sull'energia: +20% in un anno

Crescono in Italia le start up sull’energia: +20% in un anno

innovazione energetica – A maggio 2015 le start-up energetiche in Italia erano 444 (pari all’11,4% delle start-up totali) in aumento di oltre il 20% rispetto alle 368 del 2014.

E’ quanto emerge dall’osservatorio Innov-e 2015 presentato da I-Com che evidenzia come “la nascita di nuove imprese innovative é, anche nel settore dell’energia, un termometro attendibile attraverso cui misurare l’auspicata inversione di tendenza in fatto di competitività e sviluppo”.

L’edizione 2015 del rapporto è curata da Antonio Sileo, direttore dell’Osservatorio Innov-E, ed è realizzata con la collaborazione di Axpo, Cesi, Edison, Enel, Engie, E.On, Innowatio e Terna.

Il settore é attraversato da molteplici cambiamenti e innovazioni tra cui, come tiene a sottolineare il presidente di I-Com Stefano da Empoli, spicca “La bidirezionalità. Lo sviluppo delle rinnovabili ha ormai ridisegnato i contorni del mercato dell’energia, creando centinaia di migliaia di piccoli produttori e gettando le basi anche per un consumo più consapevole, affidato all’innovazione”.

La dislocazione territoriale delle start up vede primeggiare il Nord Italia che ne ospita il 59% grazie ad un contesto economico più favorevole e alla larga presenza di università e centri di ricerca. Il 22% è ubicatomix energetici sole eolico energia rinnovabile solare eolico in Centro Italia e il 19% al Sud.

La prima regione del Sud è la Campania, con 228 start up. La Lombardia è al primo posto della classifica generale con 850. Segue l’Emilia Romagna con 467 unità. Il dato sulla presenza pro-capite di nuove imprese mette in luce le province minori: ad esempio, Bergamo accoglie il 5% delle start up energetiche, pur ospitando solo l’1,8% della popolazione nazionale.

I servizi rappresentano l’ambito di attività più diffuso: l’88% (392 start-up) si occupa di ricerca scientifica e sviluppo. Le start-up energetiche dimostrano una capacità di sopravvivenza in linea o di poco inferiore al complesso delle altre start-up: a maggio 2015, il tasso di mortalità si attestava su un 7,5% (9% per le altre).

Il tasso di natalità ha registrato picchi fino al 40% per le start-up energetiche attive in ambito industriale. Il settore dei servizi, più popolato in termini assoluti, vede invece la natalità al 20% circa. Il Sud presenta una natalità crescente nel tempo: 23,2% nel 2015 contro il 16,4% nel 2014.

Il Centro presenta la natalità più elevata: 30,6% nel 2015 (2,5% nel 2014). La dimensione è l’aspetto di maggiore criticità: solo il 30% delleambiente mondo efficienza energetica aziende che hanno presentato il bilancio dichiara un fatturato superiore a 100.000 euro. Solo il 2% ha più di 10 addetti (per l’insieme di tutte le start up questo dato è pari al 4%).

“Le innovazioni sia nella produzione di energia che nel consumo sono, in tutti casi, sempre più interrelate con la difesa degli ecosistemi, il contrasto dell’inquinamento e la lotta al riscaldamento climatico – sottolinea Antonio Sileo, direttore Ossevatorio Innov-E –. Temi che saranno al centro della Conferenza sul clima di Parigi 2015 e che sono ormai di diretto interesse dei non addetti ai lavori, oltre che di voci tanto autorevoli quanto ascoltate come quella di Papa Francesco”.

L’osservatorio I-Com contiene, inoltre, un sondaggio sugli orientamenti della popolazione italiana rispetto all’innovazione energetica. Tra i vari dati raccolti il più significativo è quello che indica che gli italiani intervistati sono favorevoli all’introduzione di nuove imposte per finanziare l’innovazione energetica, piuttosto che finanziarle attraverso la bolletta: la pensa così il 66,7% del campione (63,7% nel 2014).

Un’altra novità è rappresentata dall’Equity crowdfunding: in Italia è ancora agli inizi, ma esistono già 2 piattaforme dedicate al settore energia. Le potenzialità sono interessanti soprattutto per le start-up: il consumatore finanzia e diventa socio, l’azienda raccoglie capitali a costi ridotti e al contempo aumenta le ricadute economiche sul territorio, innescando processi partecipativi.

25 giugno 2015

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