WWF: spreco alimentare costa ogni anno 1.226 mln di metri cubi d’acqua

spreco alimentareLo spreco alimentare non è solo un problema di alimenti ma anche di impatto sulla biodiversità. Per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo via anche fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, pari a quella consumata ogni anno da 19 milioni di italiani: il 46% per lo spreco di carne, il 29% per cereali e derivati, il 22% di frutta, verdura e tuberi e il 3% per latte e derivati. Di questi, 706 milioni di mc sono in capo ai consumatori, 520 milioni di mc si sono persi lungo la filiera prima di arrivare nelle case.

Lo rileva il Wwf in occasione della prima Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, istituita dal ministero dell’Ambiente non solo per recuperare lo spreco alimentare ma soprattutto per prevenirlo. Oltre all’acqua, sottolinea l’associazione del Panda, lo spreco alimentare ‘costa’ circa 24,5 milioni di tonnellate di Co2 pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti, di queste 14,3 milioni di tonnellate di Co2 associate al cibo sprecato dai consumatori e 10,2 milioni di tonnellate associate alle perdite lungo la filiera alimentare.

“Infine – fa notare il Wwf –  abbiamo sprecato circa 228.900 tonnellate di azoto reattivo contenuto nei fertilizzanti (143.100 tonnellate sprecate dai consumatori, 85.800 tonnellate lungo la filiera), vale a dire che il 36% dell’azoto immesso nell’ambiente, che provoca gravissimi impatti sulla qualità delle acque e sulle specie che popolano gli ecosistemi idrici, poteva dunque essere evitato”.

I consumatori, continua il Wwf, spendono in media 316 euro l’anno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, mentre il sistema produttivo perde fino al 50% di cibo e risorse lungo la filiera. Tutto questo ha un impatto, non solo economico, perché ogni alimento ha una propria impronta ambientale: lo spreco di 1 kg di carne ‘costa’ all’ambiente 10 volte la quantità di gas serra e di azoto reattivo richiesti da 1 kg di pasta. Lo spreco di 1 kg di manzo utilizza invano 594 litri di acqua blu a fronte dei 15 litri per lo stesso quantitativo di pasta.

Quindi, anche se i cereali rappresentano il 35% della massa di cibo tipicamente sprecato, mentre la carne, alimento più caro e pregiato, ne rappresenta il 12%, i loro impatti ambientali sono comunque elevati. I dati emergono dal rapporto Wwf  ‘Quanta natura sprechiamo’, realizzato in collaborazione con la II Università di Napoli e dall’indagine realizzata da GfK Eurisko con la collaborazione di Auchan e Simply.

Il Wwf partecipa alla consultazione istituita dal ministero fornendo il proprio contributo alla definizione del Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che ha l’obiettivo di dimezzare gli sprechi nel prossimo decennio, avviando un confronto sugli sprechi alimentari lungo tutta la filiera, e sollecitare l’istituzione dell’Anno Europeo contro lo spreco alimentare.

Nel suo programma ‘One Planet Food’, dedicato all’alimentazione sostenibile con un focus speciale sulla riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera e sotto l’egida della campagna Think.Eat.Save di Unep-Fao, il Wwf sta sviluppando iniziative di sensibilizzazione ed attivazione che coinvolgeranno milioni di italiani in comportamenti virtuosi e replicabili grazie alla collaborazione con importanti imprese del settore.

Lo spreco sarà, inoltre, uno dei temi che caratterizzeranno la partecipazione di Wwf a Expo 2015 che vedrà l’associazione, in qualità di ”Civil Society Participant”, impegnata in una serie di iniziative sull’alimentazione sostenibile.

“Ridurre lo spreco rappresenta una strategia per contrastare l’inutile sperpero di biodiversità e risorse naturali come suolo, acqua, energia e fertilizzanti – dichiara Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del Wwf Italia -. Collaboreremo a partire da questa prima riunione della Consulta affinché vengano prodotte soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione della quantità di cibo che finisce tra i ‘rifiuti’ sul breve, medio e lungo periodo”.

report “Quanta natura sprechiamo”

05 febbraio 2014

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