Ultraleggeri ed economici i nuovi pannelli solari stampati

energie rinnovabili – La rivoluzione tecnologica delle celle solari arriva dall’Università Newcastle di Sidney.
Dopo 15 anni di studi e sperimentazioni nei laboratori dell’ateneo prende forma una novità assoluta in tema di energie rinnovabili.

Si tratta di pannelli solari stampati e sottilissimi che verranno prodotti a bassissimo costo.

Le cellule solari sono prodotte con inchiostri elettronici formulati dall’equipe dell’Università di Newcastle, (Sydney), guidata da Paul Dastoor, del Centro di Elettronica Organica dell’ateneo.

L’inchiostro viene applicato usando stampanti standard su sottili fogli di plastica riciclabile e crea una carica elettrica quando il pannello è esposto alla luce.

Materiale di laminato ultraleggero, simile in consistenza e flessibilità ai pacchetti di patatine

La proprietà del prodotto in Australia è stata acquistata dalla società di logistica di Beresfield CHEP che ha collaudato con successo il prodotto installando quasi 200 metri quadrati di pannelli e ora si occuperà della produzione e commercializzazione.

“È un passo storico nell’evoluzione di questa tecnologia e un altro esempio di impresa privata e comunità che guida l’adozione di fonti rinnovabili”, ha affermato il professor Dastoor.

Il materiale di laminato ultraleggero, simile in consistenza e flessibilità ai pacchetti di patatine, viene applicato con nastro biadesivo.
I pannelli sono di una convenienza economica “senza precedenti”, ha detto Dastoor alla radio nazionale ABC, con un costo di produzione di meno di 10 dollari (6,4 euro) per metro quadrato.
“Questa tecnologia ha il potenziale di una produzione di scala enorme. E’ veloce, di basso costo e non richiede abilità o materiali speciali”, ha aggiunto.

La produzione, che procede alacremente presso l’Istituto di Energia e Risorse dell’Università stessa, consente di realizzare centinaia di metri al giorno di pannelli.

In base alle affermazione del professor Dastoor una stampante di scala commerciale può aumentare la produzione a livello di chilometri e la renderebbe la tecnologia di energia rinnovabile più veloce da produrre.

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