Nella casa del futuro architettura a prova di economia circolare

gestione rifiuti – Con il 45%, l’Italia risulta uno degli stati europei con il tasso di riciclo più alto e la raccolta differenziata è una pratica che fa ormai parte delle abitudini degli italiani.
Ma la progettazione di spazi urbani e domestici, che può contribuire ai già buoni risultati di gestione dei rifiuti, deve essere migliorata soprattutto in considerazione dei numeri futuri.

Oggi nel mondo vivono oltre 7,5 miliardi di persone nel mondo, che si stima possano arrivare a oltre il doppio entro il 2030.
I 4 miliardi di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno aumenteranno del 50% in 15 anni con la continua crescita della popolazione mondiale.
Per questo diventa prioritario trovare soluzioni per una gestione dei rifiuti sempre più efficace ed efficiente.

Architettura moderna e design, centrali nel processo economico e ambientale

E’ impossibile immaginare ambienti domestici, edifici o interi quartieri che non tengano in considerazione la quantità di rifiuti prodotta dagli abitanti e dalle loro attività. Architettura moderna e design risultano discipline centrali nel processo di un nuovo approccio economico e ambientale, diventando così pilastri per il successo dell’intero ciclo dei rifiuti verso l’economia circolare.

Queste le premesse che hanno dato vita allo studio Atlas, sviluppato da Stefano Boeri Architetti e Comieco, per analizzare il dialogo tra una buona ed efficiente gestione dei rifiuti e l’architettura, ovvero una progettazione di ambienti che tenga conto dei problemi estetici e di spazio legati alla raccolta differenziata.

Lo studio Atlas e i tre campi di intervento: cucina, condominio e quartiere

Tre gli ambiti che descrivono i campi di intervento della ricerca selezionati in base al luogo in cui si gestisce la raccolta differenziata e al numero di persone coinvolte: la cucina, dove i materiali sono separati, il condominio, in cui i rifiuti vengono raccolti collettivamente, e il quartiere, dove il rifiuto è ritirato e destinato alle fasi successive.

Ciascuno di questi ambiti è stato analizzato secondo criteri di igiene, decoro, accessibilità, sicurezza e disturbo acustico.

Molteplici sono state le metropoli studiate, tra le quali l’esempio di successo della città di Milano. Con una popolazione di 1,3 milioni, i cittadini producono 496 kg/abitante di rifiuti, ma grazie ad un efficiente e puntuale sistema di raccolta porta-a-porta nell’area urbana si raggiunge oggi un tasso di riciclo di oltre il 52%.

A Milano eccellenti livelli di raccolta

“A Milano abbiamo raggiunto eccellenti livelli di raccolta che ci attestano in cima alla classifica delle grandi città europee più virtuose – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. Questo è stato possibile non solo perchè abbiamo introdotto importanti implementazioni, ma anche grazie alla sensibilità ambientale dei milanesi. Ecco perchè le evoluzioni che verranno grazie alle possibili sinergie con l’architettura troveranno nella nostra città terreno fertile per la sperimentazione”.

Best practices urbane e nuovi progetti per la città

Sulla base dell’analisi delle best practices urbane sono stati proposti nuovi progetti per la città del domani: si va dalle borse componibili e dai composter a uso domestico, ai modelli di raccolta rifiuti condominiale, fino alle ecostation e i cassonetti a scomparsa pensati per il quartiere.

Una delle soluzioni più innovative è il sistema pneumatico, dedicato ai condomini, che combina canne di caduta con un meccanismo ad aria compressa per trasportare il rifiuto sotto terra fino a un centro di raccolta.

“La carta è il materiale presente nella raccolta differenziata con la percentuale (22%) più alta dopo l’organico”, ha dichiarato Carlo Montalbetti, direttore Generale di Comieco. “E se sono stati fatti passi da gigante nel riciclo degli imballaggi cellulosici (ad oggi siamo all’80%), possiamo ancora migliorare l’intera gestione dei rifiuti nelle città.

Pensiamo solo al boom dell’ecommerce e alla quantità dei cartoni che ogni cittadino si trova in casa e deve differenziare: nel 2017 si stima che, in Italia, siano stati consegnati 150 milioni di pacchi da acquisti online. Le grandi metropoli si stanno attrezzando per gestire la “rivoluzione” del commercio elettronico, a partire da Milano, dove in base ai dati di Netcomm si contano 650.000 consegne ecommerce ogni mese (23.000 al giorno), a cui si aggiungono 1.500.000 consegne mensili della provincia”.

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