Le reti da pesca, dal cestino dei rifiuti alla passerella della moda

i rifiuti interessante risorsa – La stragrande maggioranza dei rifiuti può essere un’interessante risorsa, da riutilizzare agevolmente per altri usi.
E’ il caso delle reti da pesca che sono state recuperate e trasformate in materia prima ad uso e consumo della moda.

Un team di subacquei volontari della no profit Healty Seas ha raccolto oltre 4 tonnellate di reti da pesca abbandonate nel mare al largo delle isole Eolie.
Debitamente ripulite e combinate con altri materiali di scarto in nylon le reti verranno trasformate in nylon Econyl, un filo infinitamente rigenerabile e utilizzato nelle collezioni di Gucci, Richard Malone e Adidas.

Una soluzione perfetta per ripulire il mare

Healthy Seas, l’iniziativa posta al centro della missione di recupero di reti da pesca “fantasma”, organizzata in cooperazione con Aeolian Islands Preservation Fund, Blue Marine Foundation e Ghost Fishing Foundation, ha riunito i diving locali (Lipari Diving e la Gorgonia Diving Center), pescatori eoliani e Guardia Costiera.

I pescatori che hanno messo a disposizione le loro barche, si augurano che la comunità dei pescatori si sensibilizzi rispetto al problema delle reti da pesca abbandonate nei mari.

Al porto, gli studenti della scuola primaria IC Lipari 1 e della scuola media IC Santa Lucia, hanno avuto l’opportunità di incontrare i subacquei e di approfondire il problema dei rifiuti marini e i principi dell’economia circolare.

Sempre più reti da pesca abbandonate in mare

Secondo i rapporti Unep e Fao, ogni anno 640.000 tonnellate di reti da pesca sono abbandonate nei mari di tutto il mondo e rappresentano circa il 10% dei rifiuti plastici presenti negli oceani. Diverse specie marine protette come delfini, tartarughe marine e capodogli sono seriamente minacciate da questi rifiuti e sono state trovate intrappolate nel Mar Tirreno, vicino alle Isole Eolie.

I rifiuti una ricchezza in termini di materie prime

“L’iniziativa Healthy Seas promuove il rispetto dell’ecosistema marino e oceanico, organizzando campagne di recupero di rifiuti solidi adagiati sui fondali e principalmente di reti da pesca abbandonate – ha sottolineato Giulio Bonazzi, presidente e ceo di Aquafil -.

Per noi proprio questi rifiuti sono ricchezza e materia prima che trasformiamo in Econyl, dando vita a un filo sostenibile apprezzato da grandi marchi di moda, e produttori di tappeti e di moquette. Eppure dobbiamo guardare oltre il semplice schema del recupero e riciclo dei prodotti a fine vita, pensando a design sostenibili che permettano la circolarità compiuta delle diverse fasi di vita dei prodotti e a un sistema industriale più sostenibile”.

L‘iniziativa Healthy Seas opera da cinque anni nel Regno Unito, in Italia, in Grecia, nei Paesi Bassi e in Belgio. Durante questo periodo, in collaborazione con volontari subacquei e pescatori, ha recuperato oltre 375 tonnellate di reti da pesca dai mari.

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