Il bicchiere intelligente in silicone alimentare cancella uso plastica

plastica e inquinamento – Indistruttibile ed intelligente il bicchiere di nuova generazione è in grado di eliminare la plastica quale componente base.
Costruito con materiali innovativi e resistentissimi, reso intelligente da un chip presente al suo interno, il bicchiere è frutto dell’ingengo di due 27enni liguri che intendono rivoluzionare il mondo degli eventi, dei concerti e delle feste eliminando lo spreco e l’inquinamento dei bicchieri di plastica usa e getta.

Lotta allo spreco indiscriminato della plastica

Il problema che l’utilizzo e lo spreco indiscriminato di plastica sta causando diventa un nodo focale da risolvere.
Animali marini soffocati dai sacchetti, isole di plastica nell’oceano, tappeti di bicchieri di plastica alla fine di ogni evento o concerto.
E’ da questa serie di considerazioni che sono partiti Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli, i due 28enni liguri che vivono con il mare davanti agli occhi e che sempre più spesso vedono gli effetti diretti dell’inquinamento.

Campagna di equity crowdfunding

Dopo aver iniziato l’attività con pochi fondi la startup e pronta a fare il grande salto: è stata infatti lanciata una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe che ha già raccolto in pochi giorni 150.000 euro.

La soluzione che hanno creato è stata già adottata da diversi locali ed eventi e l’anno scorso, durante un tour estivo, ha già permesso di risparmiare centinaia di chili di bicchieri di plastica. National Geographic l’ha scelta come buona pratica per la sua campagna “Planet or Plastic” il cui testimonial Marco Mengoni ha voluto Pcup per la rassegna Atlantico Fest in cui ha lanciato il suo nuovo disco, a Milano lo scorso dicembre. La Federazione Italiana Rugby invece, insieme al Ministero per le Politiche Agricole, durante le partite del Sei Nazioni allo stadio Olimpico di Roma ha dissetato i tifosi con questi speciali bicchieri.

Com’è fatto un bicchiere PCUP?

I bicchieri PCUP, nome che sta per “public cup”, sono realizzati in silicone alimentare. Questo materiale è più ecologico della plastica perché prodotto a partire dalla sabbia e non dal petrolio. Inoltre è molto più resistente anche delle plastiche rigide. Il silicone utilizzato infatti resiste a temperature da -40 a +200°C, ai raggi UV, ai batteri, non si rompe, spacca né scheggia. E’ proprio questa sua grandissima resistenza che permette di riutilizzare i bicchieri PCUP per centinaia se non migliaia di volte e di non gettarli via dopo pochi utilizzi come quelli di plastica.

Come vengono utilizzati?

E’ proprio il modello di utilizzo che rende questi bicchieri ancora più ecologici. Vengono infatti quasi sempre gestiti su cauzione eliminando così l’utilizzo di migliaia di bicchieri di plastica. All’ingresso dell’evento o alla consumazione del drink si ritira un bicchiere PCUP che potrà essere utilizzato per l’intero evento o restituito appena finito il drink.

Come si trasmette il valore dell’oggetto?

Il pubblico percepisce questo valore innanzitutto attraverso l’utilizzo del modello a cauzione e poi grazie a una produzione made in Italy di alta qualità, ma non è finita qua. Il chip presente all’interno del bicchiere infatti offre tantissimi servizi agli utenti.

Associando il bicchiere all’app PCUP sarà possibile “entrare” nel locale virtuale. Si potranno quindi acquistare consumazioni direttamente tramite il telefono, saltando così fastidiose code, vedere gli amici all’evento e offrire loro dei drink, accedere a contenuti esclusivi e visualizzare il proprio risparmio di plastica personale. L’obiettivo è infatti, oltre che fornire servizi agli utenti e ai gestori è quello di responsabilizzare questi soggetti. L’utente saprà sempre quale è il risparmio e l’impatto positivo che sta avendo sul pianeta.

Stessa cosa sarà per l’evento o per il locale che avrà la possibilità di proiettare il contatore totale aggiornato in tempo reale su schermi o maxi-schermi.

Questo progetto ha avuto vita grazie a una campagna di crowdfunding e al supporto di tante persone.

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