Gli italiani apprezzano l’acqua del rubinetto ma bevono quella in bottiglia

ambiente – Per rispettare gli accordi sul clima di Parigi che stabiliscono che le emissioni di carbonio devono scendere a due tonnellate di CO2 per persona entro il 2050, ogni Paese deve assumere delle pratiche virtuose, solo così potremmo aiutare il pianeta a sopravvivere.

Per andare in questa direzione molti italiani hanno già adottato regole intelligenti. Una recente ricerca effettuata da SodaStream dimostra che il 75% degli italiani si dichiara abbastanza attento all’ambiente, l’88% dichiara di impegnarsi nel fare una corretta raccolta differenziata per contribuire alla riduzione dei rifiuti, la maggior parte del campione intervistato (il 52%) converge sul tenere chiuse le persiane nelle ore più calde della giornata per evitare l’utilizzo eccessivo del condizionatore.

Ancora elevato il consumo di acqua in bottiglia

Ma le buone intenzioni non corrispondono sempre alla realtà dei fatti che resta invece preoccupante. Benché il campione oggetto di indagine abbia dichiarato di apprezzare l’acqua di rubinetto in quanto buona, sicura e a portata di mano per il 62%, la maggioranza degli italiani consuma l’acqua in bottiglia senza tener conto del danno ambientale conseguente.

L’Italia, infatti, è leader europeo assoluto nel consumo dell’acqua minerale imbottigliata, mentre è noto che per produrre 350 mila tonnellate di Pet (Polietilentereftalato) necessarie per le bottiglie, vengono emessi in atmosfera ben 910 mila tonnellate di CO2: quello che potrebbe sembrare un innocuo sorso d’acqua si trasforma in un micidiale killer dell’ambiente.

Un’indagine del Censis ha rilevato che in media gli italiani consumano 206 litri di acqua in bottiglia pro capite all’anno, un consumo interclassista, unisex e per tutte le età, in particolare nelle nuove generazioni dei Millennial e gli anziani.

Oggi sono 49 milioni gli italiani che bevono acqua in bottiglia: 8 milioni in più rispetto a 20 anni fa. Molti e in numero crescente i grandi bevitori: il 79,7% dei nostri connazionali ne beve almeno mezzo litro al giorno, utilizzando spesso le bottigliette da mezzo litro che risultano particolarmente dannose per l’ambiente.

Ridurre consumo di plastica: toccasana per  sostenibilità

Proprio la riduzione del consumo di plastica potrebbe far dell’Italia il campione di sostenibilità e aiutarci a ridurre le emissioni di carbonio. Si tratta di una soluzione abbastanza semplice proprio per la realtà italiana, considerando che l’acqua di rubinetto in Italia è la più buona e controllata d’Europa. Questo permetterebbe al Belpaese di fare la sua parte nella tutela dell’ambiente.

“Per salvare l’ambiente pare ci siano due strade – ha commentato Petra Schrott, Lecturer Professor presso la Fondazione CUOA – quella proposta dagli scienziati svedesi della Lund University che ci suggeriscono come ricetta di fare meno figli, viaggiare meno, rinunciare all’auto e diventare vegetariani, e quella di noi italiani che preferiamo continuare a goderci la pasta, la pizza e le lasagne della nonna, ma utilizzando meno plastica e sempre più biciclette.

L’incremento dell’uso della bici, ad esempio, secondo Legambiente ci ha fatto risparmiare 428.000 € come riduzione dei costi sociali dell’emissione di gas serra quantificato in euro e 127.309 € come valore complessivo del risparmio di carburante nel 2015”.

Tante le alternative all’acqua in bottiglia

L’attenzione all’ambiente non esclude l’importanza di una buona e corretta idratazione, che prevede almeno 8 bicchieri dell’acqua al giorno. Ma le alternative all’acqua in bottiglia sono tante: le borracce da portare con sé, le caraffe filtranti e i gasatori domestici da utilizzare con l’acqua del rubinetto a casa, in vacanza o in ufficio.

 

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