Alle api il ruolo sentinella nella misurazione della qualità dell’aria

inquinamento – Arrivano dal miele gli indicatori dell’inquinamento nelle città italiane come confermato i dati del progetto BEE-Kaeser.
L’indagine è stata presentata in occasione della prima giornata mondiale delle api, indetta dalle Nazioni Unite, su proposta della Slovenia e con il sostegno di 115 Paesi membri tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Cina, India, Brasile, Argentina, Australia e Unione europea.

Il progetto BEE-Kaeser ha visto impegnato per un anno il team composto dalla startup romagnola BEEing (che sviluppa strumenti digitali per apicoltori professionisti ed urbani), Legambiente Emilia-Romagna e Kaeser (multinazionale che si occupa di compressori e di aria pulita).

Risultati positivi nelle 20 città italiane

Il periodo di lavoro e di studio basato sull’uso delle api come bioindicatori (precisamente sul monitoraggio del miele da esse prodotto) nelle 20 città italiane interessate dal progetto BEE-Kaeser ha permesso di considerare buoni i risultati che indicano la qualità dell’aria in queste zone produttive.

Lo studio si è focalizzato sull’analisi della presenza di piombo, nichel, cadmio e cromo nei campioni di miele prodotti in 20 città tra cui: Milano, Torino, Bologna, Napoli, Lecce, Cuneo, Bolzano, Alessandria, Paese, Palermo, Prato.

I dati analizzati

Nel dettaglio, secondo i dati analizzati nell’anno di sperimentazione: Il cadmio è stato ricercato con una strumentazione con limite strumentale di 0,005 mg/kg e gli unici campioni di miele in cui ne è stata trovata traccia sono quelli della città di Palermo, dove il campione rilevato indica comunque una quantità non pericolosa.

Il nichel è stato ricercato con una strumentazione con limite strumentale di 0,15 mg/kg e gli unici campioni di miele in cui ne è stata trovata traccia sono quelli delle città di Barge, Cuneo e Brisighella, dove i campioni rilevati indicano comunque quantità non pericolose.

In nessuna delle 20 città sono state trovate tracce né di piombo (limite strumentale a 0,05 mg/kg) né di cromo (limite strumentale a 0,02 mg/kg). I dati raccolti in questo primo anno verranno confrontati con quelli che emergeranno nei prossimi 12 mesi durante la continuazione del progetto BEE-Kaeser, al fine di consolidare uno storico di dati da analizzare ed identificare trend di andamento.

Le api bioindicatori naturali della qualità dell’aria

“Le api e la Kaeser condividono gli stessi colori e lo stesso focus su temi come il ridotto impatto ambientale, la qualità dell’aria e l’operosità – spiega Giovanni Micaglio, amministratore delegato di Kaeser Italia -. Le api sono dei bioindicatori naturali della qualità dell’aria, proprio per questo sono così importanti per il nostro ecosistema. Per queste ragioni abbiamo deciso di investire energie e risorse nell’obiettivo di generare innovazione nell’ambito delle bio-tecnologie, favorendo il lancio di una giovane startup quale BEEing e coinvolgendo tutti i nostri attori commerciali in un’iniziativa volta al recupero di dati sensibili in merito alla qualità dell’aria.

Lo scorso anno Bologna ha ospitato il G7 Ambiente, che si è tenuto per altro a pochi chilometri dalla nostra azienda, e noi ci sentiamo in dovere di dare il nostro contributo, che speriamo possa essere un esempio da seguire anche per altre aziende italiane”.

L’80% del cibo di cui ci nutriamo esiste grazie alle api

Per comprendere l’importanza delle api per l’ecosistema terrestre basta pensare che circa l’80% del cibo del quale l’uomo si nutre esiste perché esistono le api, gli insetti pronubi per eccellenza. Prime vittime dell’inquinamento atmosferico, oggi le api sono anche oggetto di furti sempre più frequenti, ragione che ha favorito la nascita di BEEing che ha fatto il suo ingresso sul mercato proprio con un antifurto per arnie collegato ad una app di geolocalizzazione. La storia dell’azienda, fondata da due giovani imprenditori romagnoli poco più che trentenni, ha tra l’altro affascinato Volvo Car Italia che ha deciso di realizzare per la propria campagna Taste of Volvo un video che raccontasse la storia di BEEing.

“Volvo – spiega Chiara Angeli direttore vendite e marketing Volvo Car Italia – ha fatto dell’innovazione nel rispetto della tradizione un elemento essenziale del proprio percorso. Per questo motivo riteniamo importante sostenere progetti basati su questa visione”

La startup romagnola BEEing

“La storia e l’evoluzione di questa start up – commenta Palma Costi, assessore regionale alle Attività Produttive e alla Green Economy – testimonia l’impegno della Regione per aiutare i giovani a intraprendere. Siamo tra le prime regioni per numero di startup (894) e con bandi appositi ed il servizio Emilia Romagna Startup curato da Aster, i percorsi in Silicon Valley (dove abbiamo l’unico presidio istituzionale italiano) cerchiamo di offrire diverse opportunità per sviluppare idee imprenditoriali che poi vengono realizzate sul nostro territorio, collaborando con grandi aziende su progetti di innovazione sostenuti dai vari finanziamenti e corsi di formazione che la Regione Emilia-Romagna offre e di cui BEEing ha goduto.

Il progetto Bee-Kaeser incontra anche il nostro impegno per promuovere all’interno delle aziende azioni imprenditoriali di responsabilità sociale, innovazione e green economy e questa collaborazione le intreccia in un modo virtuoso”.

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